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Perchè le persone rubano nei centri commerciali e nei negozi?

Il termine taccheggio deriva da tacco con il quale si indicava il portamonete popolare diffuso fino alla seconda guerra mondiale che era appunto a forma di tacco. Per tale ragione il furto del borsellino si chiamava taccheggio (era quindi sinonimo di borseggio). Oggi nel nostro Paese il termine taccheggiatore si riferisce a quelle persone che rubano la merce esposta negli esercizi commerciali. Sono diverse le traiettorie e le motivazioni che possono condurre le persone a commettere un reato di taccheggio.

Per alcuni, rubare qualcosa può servire come ricompensa per una perdita. Il vissuto di perdita può dipendere dalla morte di una persona amata, dalla fine di una relazione significativa, da un improvviso rovescio finanziario, da una inaspettata spesa che causa la sensazione di sentirsi in stato di bisogno. Rubare qualcosa aiuta questi soggetti a trovare un fugace rimedio contro l’ansia per la loro situazione finanziaria e di appropriarsi di “qualcosa” per cercare di riempire il sentimento di vuoto.

Per alcuni, rubare qualcosa è una "giustificata ricompensa” dopo tutto quello che hanno dato agli altri e per il poco ricevuto.

Per alcuni, rubare qualcosa è un rimedio contro l’ansia, la frustrazione, la noia o flessioni del tono dell’umore.

Per alcuni, rubrare rappresenta l'espressione di una sottocultura delinquenziale.

Infine, per quelli che rubano generi alimentari di prima necessità, rubare rappresenta un gesto disperato espressione della loro indigenza. 

AIPCC

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